{"id":289,"date":"2023-03-02T15:53:38","date_gmt":"2023-03-02T14:53:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tipsbulgaria.com\/it\/?p=289"},"modified":"2023-03-02T17:03:47","modified_gmt":"2023-03-02T16:03:47","slug":"bulgaria-un-percorso-complesso-ma-virtuoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tipsbulgaria.com\/it\/bulgaria-un-percorso-complesso-ma-virtuoso\/","title":{"rendered":"Bulgaria, un percorso complesso ma virtuoso"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal 1991 la Bulgaria \u00e8 diventata una repubblica parlamentare ed ha iniziato il suo avvicinamento all\u2019Europa occidentale ed in particolare all\u2019Unione Europea. Il potere legislativo \u00e8 di competenza del Parlamento costituito dall\u2019unica camera, l\u2019Assemblea Nazionale. Al Consiglio dei ministri con a capo il Primo ministro spetta l\u2019esecutivo con la direzione della politica estera, l\u2019amministrazione statale e la gestione delle forze armate. Il Presidente della repubblica ed il vicepresidente vengono eletti, oggi 5 anni, direttamente dai cittadini, rappresentano la Nazione e presiedono il Consiglio consultivo per la sicurezza nazionale. Dalla fine della seconda guerra mondiale la Repubblica Popolare bulgara fu governata da un unico partito, il BKP, partito bulgaro comunista che impose un modello di economia pianificata con la nazionalizzazione delle imprese e la collettivizzazione dell\u2019agricoltura. Purtroppo il Paese non fu esentato dalle \u201cpurghe\u201d di stampo stalinista con una censura pervasiva e l\u2019isolazionismo rispetto ai paesi esteri non comunisti. La Repubblica popolare bulgara fu tra i fondatori del Patto di Varsavia, tra l\u2019altro, e, partecip\u00f2 attivamente alla repressione nei confronti dei movimenti che svilupparono la Primavera di Praga. Nel 1990 vi furono le prime elezioni democratiche che portarono ad una nuova costituzione, all\u2019abbandono dell\u2019economia pianificata e collettivizzata, fino all\u2019adesione alla Nato del 2004 e l\u2019ottenimento dello statuto di membro dell\u2019Unione Europea del 2007. La Bulgaria dal 1800 era un pese agricolo e poco sviluppato che solo verso la fine del secolo potette aprirsi ad un\u2019agricoltura pi\u00f9 moderna. La prima universit\u00e0 fu fondata nel 1888 e solo grazie alla Francia nella prima parte del 1900 vi furono iniziative culturali e l\u2019introduzione di scuole cattoliche. Il Regno di Bulgaria era schierato con la Germania nazista ma riusc\u00ec ad avere posizioni autonome nel non consegnare gli Ebrei ai tedeschi e di non partecipare all\u2019invasione dell\u2019Unione sovietica. Sofia fu notevolmente bombardata dagli americani nel settembre 1944 e fu invasa dall\u2019esercito dell\u2019Unione sovietica che entr\u00f2 in citt\u00e0 il 16 settembre. L\u2019influenza dell\u2019Unione sovietica e di Stalin risult\u00f2 da quel momento sempre pi\u00f9 forte, poco dopo la morte del dittatore nel 1953 inizi\u00f2 il governo di Todor Zhivkov con il placet dell\u2019allora segretario del partito comunista russo Cruscev. Alla fine dell\u2019economia collettivizzata il Paese era molto povero e dovette affrontare i problemi derivanti dalla privatizzazione delle terre e dell\u2019industria. Si pensi, nel quotidiano ad alcuni esempi che rendono plasticamente la fotografia della realt\u00e0 economica. Molti, tanti bulgari si trovarono improvvisamente proprietari di immobili, erano gli eredi lontani dei loro antenati, che rientravano in possesso di propriet\u00e0, talvolta importanti, interi palazzi, o meglio, ci\u00f2 che restava di interi palazzi, magari situati nel centro di Sofia. Il libero mercato con un\u2019industria assolutamente non competitiva finiva col far rimpiangere le ristrettezze e la povert\u00e0 dei periodi precedenti e i socialisti vinsero le elezioni del 1995 presentandosi come i difensori dei poveri, oppressi stavolta dal libero mercato. La situazione non miglior\u00f2 con la successiva sostituzione al governo da parte dell\u2019UFD, Unione delle forze democratiche. Nel 2001 a vincere le elezioni politiche fu il partito di un ex zar, il Movimento Nazionale Simone Secondo, che era stato re della Bulgaria dal 1943 al 1946 e divenne cos\u00ec l\u2019unico ex re nominato primo ministro di una repubblica. Simone contribu\u00ec in maniera determinante all\u2019ingresso della Bulgaria nella Nato e alla filo-occidentalizzazione del paese. I problemi economici del paese erano ancora notevoli e irrisolti e i tre maggiori partiti politici decisero di unirsi pragmaticamente per attuare le riforme necessarie richieste dall\u2019Unione Europea agli stati aspiranti all\u2019ammissione. Il processo si realizza nel 2007 pur con manchevolezze ed ombre anche riguardanti la corruttibilita\u2019 di alcuni esponenti politici. Se fino al 1997 circa 800.000 bulgari erano emigrati per cercare lavoro in altri paesi, e si trattava di una vera fuga di \u201ccervelli\u201d, da quella data, le riforme realizzate hanno completamente invertito la configurazione della realt\u00e0. Anche se la conflittualit\u00e0 e il frequente avvicendamento dei partiti politici al governo del paese costituiscono un rischio per la stabilit\u00e0 delle istituzioni, nella realt\u00e0 proprio questa alternanza sta garantendo il raggiungimento di importanti risultati in campo economico e sociale. Secondo il Vice Primo ministro e Ministro delle finanze bulgaro Asen Vasilev, a partire dal primo gennaio 2024 verr\u00e0 introdotto l\u2019euro con il raggiungimento degli standard previsti dalla normativa UE per il settorefinanziario.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Euro<\/h2>\n\n\n\n<p> L\u2019avvento dell\u2019euro corona un percorso delle finanze del paese che \u00e8 stato decisamente virtuoso, a partire dalle provvide decisioni che impedirono al sistema bancario della Bulgaria nella crisi del 2005 di subire le conseguenze devastanti di quella crisi che port\u00f2 alla scomparsa ed al fallimento di banche ed istituti di credito di paesi americani ed europei ritenuti dei colossi della finanza. Quelle misure di salvaguardia preservarono il paese ed in seguito furono consolidate con altrettante misure provvidenziali come l\u2019aver ancorata la moneta bulgara, leva, ad una parit\u00e0 fissa con l\u2019euro dando cos\u00ec certezza a tutti gli operatori internazionali e impedendo di fatto manovre speculative su una moneta che sarebbe stata fin troppo esposta alle aggressioni speculative dei mercati valutari. L\u2019adesione della Bulgaria ai trattati dell\u2019Unione europea ha costituito un volano importante per lo sviluppo del paese. Con il primo ciclo di Programmi operativi 2007-2013 per l\u2019accesso ai fondi europei sono iniziate le realizzazioni di opere infrastrutturali che hanno consentito un progresso tecnologico e sociale importante. La Bulgaria \u00e8 riuscita a fruire del 95% dei fondi europei ed \u00e8 risultata la nazione ad avere realizzato la percentuale pi\u00f9 elevata di assorbimento. I fondi europei hanno consentito la realizzazione di una nuova rete stradale, l\u2019ammodernamento della rete ferroviaria, la costruzione del nuovo aeroporto di Sofia che \u00e8 diventato un terminal tra i pi\u00f9 importanti d\u2019Europa. Sofia oggi \u00e8 al pari di qualsiasi capitale europea e pu\u00f2 mostrare le proprie bellezze artistiche ad un turismo in costante crescita. Il successivo piano di programmazione europea 2014-2020 ha consentito investimenti nella tutela ambientale e sostenibile e nel settore dell\u2019energia e dei trasporti. L\u2019industria e l\u2019agricoltura rappresentano i due principali settori dell\u2019economia nazionale. Il PIL reale bulgaro dal 2018 cresce in maniera doppia rispetto alla media registrata nell\u2019UE. La pandemia del covid ha avuto un pesante impatto sull\u2019economia del paese ma la Bulgaria \u00e8 risultata meno colpita economicamente rispetto alle altre aree dell\u2019Europa laddove il calo dell\u2019economia \u00e8 risultato del 4,1% rispetto al 6,4% che rappresenta la media europea. Oltre ai fondi europei vi sono fattori autogeni che hanno influito in maniera determinante nello sviluppo interno della Bulgaria. Pur con vari aspetti negativi, la classe politica ha puntato sull\u2019elevata tecnologia, sul buon livello dell\u2019istruzione, compresa quella linguistica, l\u2019apertura costante ai rapporti con gli altri paesi non solo occidentali, gli aiuti e l\u2019assistenza al mondo lavorativo femminile. Sono state create e rafforzate le condizioni per rendere favorevoli gli investimenti e la realizzazione di attivit\u00e0, utilizzando sia la leva fiscale con una fattura tax del 10% per persona fisica e societ\u00e0, esenzioni Iva, retribuzioni competitive e costi fissi tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, contenuti costi dei trasporti, reperibilit\u00e0 delle materie prime. In un recente studio di Confindustria Bulgaria sono stati evidenziati tutti questi fattori che hanno contribuito allo sviluppo, precisando la presenza di popolazione qualificata e con conoscenza di lingue straniere, che ogni anno si laureano 60.000 studenti universitari, che il 98% degli studenti stranieri studia una seconda lingua e vi \u00e8 un alto livello di conoscenza ed esperienze nel settore della tecnologie informatiche. Sempre dallo studio di Confindustria si rileva che l\u2019Italia \u00e8 uno dei principali partner commerciali della Bulgaria, e che \u00e8 al quarto posto tra i paesi maggiormente importatori ed al terzo posto per le esportazioni. In un quadro di buone pratiche non si possono trascurare le ombre che pur persistono ed in particolare il riferimento \u00e8 alla corruzione. Gi\u00e0 sull\u2019erogazione dei fondi europei nel periodo 2007-2013 si rese necessario da parte dell\u2019Unione europea l\u2019avocazione delle erogazioni stante l\u2019uso distorto per fini di arricchimento personale che una parte dei governanti aveva posto in essere. Di recente, a marzo 2022 l\u2019ex premier Borissov \u00e8 stato posto in stato di fermo a seguito di un\u2019operazione su larga scala condotta dalla Direzione Generale della polizia nazionale. Insieme con lui sono stati fermati l\u2019ex ministro delle finanze Vladislav Goranov e l\u2019ex capo del servizio di informazione del governo Sevdolina Arnaudova. Come sempre esiste differenza tra il Paese reale e la nomenclatura e soprattutto la politica. Il paese reale \u00e8 caratterizzato da una accentuata potenzialit\u00e0 di accoglienza garantendo agli stranieri tranquillit\u00e0 e facile inclusivita\u2019 ed il risultato sono le numerose comunit\u00e0 di stranieri che lavorano stabilmente in Bulgaria, imparano la lingua e si inseriscono nel tessuto sociale. In particolare la comunit\u00e0 italiana \u00e8 molto numerosa, integrata e tenuta in grande considerazione e stiamo dai cittadini bulgari. I veri protagonisti della vita reale sono i giovani e le donne. I giovani con le loro aspirazioni ad essere cittadini del mondo, a familiarizzare con gli stranieri, ad accettare gli usi e le abitudini reciproche, rispettosi delle altrui convenzioni religiose, attenti allo studio e alle tecnologie. E poi le donne, che da sempre si sono assunte le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 gravose rispetto alle esigenze familiari e che oggi liberamente aspirano a gestire attivit\u00e0 di tipo privatistico, come nell\u2019apparato pubblico, nella sanit\u00e0, nella politica ed evidenziano la loro presenza ricoprendo funzioni apicali.<\/p>\n\n\n\n<p>(di Domenico Salerno)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1991 la Bulgaria \u00e8 diventata una repubblica parlamentare ed ha iniziato il suo avvicinamento all\u2019Europa occidentale ed in particolare all\u2019Unione Europea. Il potere legislativo \u00e8 di competenza del Parlamento costituito dall\u2019unica camera, l\u2019Assemblea Nazionale. 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